STRAORDINARIO SUCCESSO DELLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI, IL GOVERNO RIVEDA LA SUA POLITICA SCOLASTICA


di Coordinamento Precari Scuola

Lo sciopero degli scrutini deciso dal CPS, dai precari COBAS e dai precari scuola in lotta durante l’assemblea nazionale del 31 Gennaio, ha fatto registrare un successo straordinario, superiore alle più rosee previsioni.
Nonostante gli inutili tentativi del ministro di sminuire la portata dello sciopero, in tutta Italia sono stati bloccati 25.000 scrutini. Da registrare anche il successo delle manifestazioni tenute in concomitanza dello sciopero: i precari ed i COBAS a Bologna, Roma, Napoli hanno calato uno striscione contro i tagli dalla torre degli Asinelli, dal Colosseo e da Palazzo Reale. I precari chiedono che il ministro Gelmini e tutto il governo rivedano la loro attuale politica scolastica, è necessario quindi:
1) Il ritiro di tutti i tagli agli investimenti ed agli organici
2) L’assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti disponibili prima dei tagli
3) Un deciso NO ai disegni di legge Goisis ed Aprea, alla regionalizzazione della scuola ed alla chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici
4) Il mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento

I lavoratori della scuola hanno dimostrato,in occasione di questi due giorni di sciopero, la comune volontà nell’opporsi ai progetti di squalificazione e impoverimento della scuola pubblica, nonché di essere fermamente determinati a difendere il posto di lavoro di 150.000 colleghi.
Ci aspettiamo che il governo tenga in seria considerazione la volontà che i lavoratori della scuola hanno espresso così chiaramente in questi giorni così come ci aspettiamo che tutte le organizzazioni sindacali se ne facciano interpreti e portavoce.

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
PRECARI SCUOLA IN LOTTA

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ALTISSIMA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI del 14 e15 luglio

Superate le 40 scuole oggi a Milano! Più di 200 scrutini bloccati solo il primo giorno

Ulteriore aggiornamento dall’area metropolitana milanese: si sono aggiunte altre sei scuole superiori all’elenco delle scuole in cui verranno bloccati tutti o parte degli scrutini il 14 e il 15 giugno arrivando probabilmente a bloccare più di 400 scrutini fra Milano e provincia e molti altri lavoratori decideranno oggi o domani se aderire aumentando sicuramente ulteriormente il numero di scrutini bloccati.
Giorno 14 e 15 giugno saranno infatti diversi gli istituti di Milano e provincia che saranno costretti a rinviare molti scrutini a causa dello sciopero dei docenti precari e di ruolo e del personale ata che lottano da mesi contro il riordino delle scuole superiori e i tagli alla scuola che porteranno al licenziamento di migliaia di lavoratori precari e alla dequalificazione dell’istruzione pubblica.
Si hanno già conferme di una forte partecipazione allo sciopero (in alcuni casi il 100% degli scrutini bloccati nei due giorni) da parte di docenti di famose scuole della città di Milano comeil Virgilio, il Settembrini, il Pasolini, il Besta, Bertarelli, il Cremona, il FerrarisPacinotti, il Varalli, il Giorgi, l’Allende, il Tenca, il Tito Livio, il Luxemburg, il Brera, il Marconi, l’Oriani Mazzini, il Marie Curie, lo Steiner, il Leonardo da Vinci, l’Einstein, il Galvani, il Moreschi, il Maxwell, il Verri, il Pascal,  e altre ancora che stanno segnalando la loro adesione.
il Cattaneo, il Gramsci, il Locatelli tutte scuole superiori di Milano e anche una scuola media Arcadia Pertini, l’istituto comprensivo Ilaria Alpi e la scuola primaria ICS Capponi
Giungono inoltre continue adesioni da molte scuole superiori dell’interland milanese come ad esempio il Falck di Sesto, l’Itsos di Cernusco, il Gadda di Paderno Dugnano, il Bellisario di Inzago, l’Olivetti di Rho, il Marconi e l’Argentia di Gorgonzola, il Mosè Bianchi e il Mapelli di Monza, il Piero della Francesca di Melegnano, il Majorana di Rho, il Marie Curie di Tradate, il Righi di Corsico, un istituto superiore a Lissone, il Primo Levi di San Donato, l’Einstein di Vimercate, l’Elsa Morante di Limbiate, l’Erasmo da Rotterdam di Bollate..
Notizie simili si registrano anche nelle altre città della Lombardia con scrutini bloccati a Pavia, Varese, Mantova e Como.
Appuntamento il 15 giugno sotto l’Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti, 85 per un sit-in di protesta a partire dalle ore 10,00 alle 18.00.

Venite a manifestare il vostro dissenso contro i tagli alla scuola pubblica insieme ai docenti e agli ATA che hanno promosso e sostenuto con la propria adesione lo sciopero degli scrutini. Unitevi ai lavoratori che in questi mesi hanno costruito una lotta comune – come mai si era vista negli ultimi anni – facendo sì che dietro lo sciopero di uno solo si manifestasse la volontà di tanti lavoratori, tutti coesi nel sostentamento di una cassa di solidarietà comune.

Partecipate e unitevi ai lavoratori della scuola che da mesi
protestano per difendere la scuola pubblica patrimonio di tutti.

Coord. Lavoratori della scuola “3ottobre” – C.P.S. Milano

http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com

[email protected]

http://docentiprecari.forumattivo.com/

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Sit-in davanti l’USP ci Milano

Milano, 15 giugno: Appello ai lavoratori della scuola, agli

studenti, ai partiti, alle associazioni, ai sindacati, ai cittadini di

Milano e provincia per un sit-in davanti l’USP dalle ore 10.00 alle 18.00 a

sostegno dello sciopero degli scrutini del 14 e 15 giugno

Chiediamo di aderire e di partecipare numerosi, il 15 giugno prossimo, ad un

sit-in davanti all’U.S.P. di Milano, lanciato dal Coord. “3 ottobre” -

Coordinamento Precari Scuola Milano insieme ai sindacati indicenti lo

sciopero degli scrutini: Cobas scuola Milano, Rdb Scuola, Slai cobas per il

sindacato di classe, Usi Ait scuola.

Martedì 15 giugno, dalle ore 10.00 alle 18.00, in concomitanza con lo

sciopero degli scrutini indetto, in Lombardia, il 14 e 15 giugno, si

svolgerà un sit-in di protesta davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale di

Milano, in Via Ripamonti 85.

Protesteremo contro il massacro della scuola pubblica: la “riforma”

dell’istruzione secondaria di II grado, i progetti di gerarchizzazione e

privatizzazione della scuola statale, la riduzione dei diritti dei

lavoratori della scuola (P.d.L. Aprea e D.d.L. Goisis, D.L. Brunetta), per

chiedere il ritiro dei tagli (L.133/08 art.64) e l’immissione in ruolo di

tutti i precari della scuola. La controriforma della scuola secondaria di II

grado rappresenta l’ultimo tassello del grande progetto di dequalificazione

ed impoverimento dell’istruzione pubblica italiana. Tutto l’impianto delle

leggi in tema di istruzione, all’interno del quale si collocano la L. 133/08

e il P.d.L. Aprea, mirano ad estendere anche al sistema scuola una logica

competitiva e aziendale, non solo introducendo i privati nei comitati

tecnico-scientifici degli istituti tecnici, ma anche svilendo tutte le

conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica ed

annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di

rinnovamento democratico della scuola pubblica statale italiana. La scuola

“berlusconiana” non tiene conto delle diverse esigenze, dei bisogni, degli

stili di apprendimento delle nuove generazioni, non dà valore al confronto

tra esperienze e culture diverse, reintroducendo profondi elementi di

conflittualità interetnica e sperequazione sociale, mentre aumenta

significativamente i finanziamenti alle “scuole-diplomifici” private.

Denunciamo non solo gli effetti devastanti della controriforma

Tremonti-Gelmini nel mondo dell’istruzione, ma anche le drammatiche

ripercussioni del più grande licenziamento di massa che l’Italia abbia mai

vissuto con la cancellazione, in tre anni, di 150mila posti di lavoro.

Denunciamo altresì il peggioramento delle condizioni lavorative dei docenti

precari e di ruolo, costretti ad insegnare in classi sovraffollate e

smembrate, nonché il disconoscimento della professionalità docente, con

provvedimenti quali l’accorpamento di classi di concorso, i contratti di

disponibilitàe gli accordi Stato-Regioni. Denunciamo infine la generale

riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola, ad esempio con la

normativa vessatoria in tema di malattia, la riduzione della contrattazione

collettiva e del potere d’acquisto dei salari prevista dalla riforma del

modello contrattuale, l’accesso disuguale al salario accessorio e gli

inasprimenti disciplinari previsti dalla legge Brunetta.

Dopo mesi di scioperi e manifestazioni di piazza di tutti i tipi, che non

hanno scalfito la determinazione del governo a proseguire nella sua opera di

distruzione della scuola statale, siamo oggi più che mai convinti che uno

degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei

lavoratori della scuola, siano le azioni di boicottaggio della burocrazia

scolastica, come lo sciopero degli scrutini, ovvero, uno sciopero

tradizionale e assolutamente legale indetto per due giorni – nel rispetto

della vigente normativa sindacale – in concomitanza con lo svolgimento degli

scrutini, in modo da farne slittare lo svolgimento e mettere in qualche modo

in crisi la macchina “burocratica” della scuola. La gravità dell’attacco

sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l’unica veramente pubblica)

renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali

come il blocco degli scrutini. Purtroppo, però, questa forma di lotta è

ormai vietata dallaL. 146/1990, che ha sensibilmente ridimensionato la forza

d’urto dello sciopero soprattutto nei settori pubblici. Tuttavia è ancora

possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia

scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi.

Chiediamo quindi a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla forma

di sciopero più radicale praticabile in ambito scolastico in questo momento,

lo sciopero degli scrutini, che è stato indetto a livello nazionale da Cobas

Scuola e dall’Usi-Ait, dall’Unicobas, da Rdb e nella provincia di Milano

dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, Cub Scuola e Flc Cgil dando

seguito all’appello lanciato a tutte le organizzazioni sindacali dal

movimento dei precari, nel corso dell’assemblea nazionale dei precari della

scuola del 31 gennaio scorso a Napoli.

Coordinamento Lavoratori della scuola “3ottobre” – C.P.S. Milano

Cobas scuola Milano

Rdb Scuola

Slai cobas per il sindacato di classe

Usi Ait scuola

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SCIOPERO DEGLI SCRUTINI: 14 E 15 GIUGNO IN LOMBARDIA

Care colleghe e cari colleghi, lo sciopero degli scrutini del 14 e 15 giugno

si avvicina. Ricordiamo brevemente che:

1) lo sciopero degli scrutini lanciato dai coordinamenti precari nazionali e

indetto dal Cobas scuola è PERFETTAMENTE LEGALE. Ossia nei due giorni di

sciopero i colleghi, impegnati negli scrutini finali, potranno non

presentarsi agli scrutini senza rischiare alcuna conseguenza disciplinare,

subendo solo la decurtazione della paga giornaliera o oraria (RdB in alcune

regioni, Flc Cgil su Milano e provincia) come avviene per tutti gli

scioperi.

2) basta l’assenza di un solo insegnante del Consiglio di classe per non far

svolgere lo scrutinio e farlo rimandare ad altra data. Di conseguenza , come

avviene per qualsiasi sciopero, NESSUN INSEGNANTE PUO’ SOSTITUIRE UN COLLEGA

CHE ADERISCE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI, commetterebbe, facendolo, un atto

illegale.

3) Per la regione Lombardia lo sciopero è stato proclamato, nei gg 14 e 15

giugno, dal Cobas Scuole a cui a ruota si sono accodati altri sindacati di

base (*RdB*, *USI*, *UNICOBAS*, *Orsa*, *Slai Cobas Sindacato di

Classe*, *CUB-Pubblico

Impiego*, *Gilda* in alcune regioni) e l’*Flc Cgil di Milano* che ha

proclamato lo sciopero orario nella Provincia per i docenti della secondaria

superiore.

4) Se riscontriamo illegalità nelle date di scrutinio, tali che ci

impediscano di scioperare, dobbiamo far pervenire al Dirigente Scolastico

una diffida da parte del sindacato che indice lo sciopero: *gli scrutini,

per legge, devono essere fatti solo a partire dal termine delle lezioni di

sabato 12 giugno* perché gli studenti, fino a quella data, devono avere la

possibilità di recuperare. Ti chiediamo di verificare immediatamente se ci

sono stati irregolari anticipi degli scrutini nella tua scuola e di

segnalarcelo alla presente mail: [email protected]

Comunicate al nostro indirizzo email ([email protected]) o a

uno dei sindacati indicenti se aderite allo sciopero degli scrutini e quanti

scrutini si prevede vengano bloccati nella vostra scuola anche se non

direttamente da voi. *E’ importantissimo contarci per prevenire le false

informazioni sull’effettiva adesione allo sciopero che il governo farà

sicuramente circolare.*

**

*Inviate anche comunicati alla stampa nazionale e locale per far sapere

all’opinione pubblica la partecipazione della vostra scuola allo sciopero

degli scrutini.

*

*Controllate che nella vostra scuola sia fatta passare la circolare sullo

sciopero e, se una settimana prima non è ancora pubblica, bisogna esigere

dalla Segreteria e dal DS che lo faccia al più presto perché sta violando un

diritto sindacale inderogabile.*

*Ricordo che non è possibile aderire allo sciopero per le classi terze

(professionali e medie) e quinte. Abbiamo appurato che nel caso in cui nello

stesso giorno (14 o 15 giugno prossimi ovviamente) il singolo docente si

trovasse in calendario scrutini di classi terminali (III media, III

professionale o V superiore) ed altri scrutini, potrà astenersi da questi

ultimi, ma dovrà essere presente a quelli delle classi terminali; la

trattenuta sarà comunque relativa a tutto il giorno.*

Si inviano manifesto sullo sciopero degli scrutini del prossimo 14 e 15

giugno, la normativa e le FAQ più importanti. Stampatene copia e lasciatele

in aula professori. Contribuiamo tutti alla riuscita di questo sciopero!!!

Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” – sez. Coordinamento Precari Scuola di Milano

http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com/

[email protected]

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Insegnanti, morite in piedi!

di GRILLO PARLANTE

L’attacco alla scuola pubblica ha avuto inizio già ai tempi di Berlinguer ma

nessuno si sarebbe mai immaginato che la scuola, quella pubblica. avrebbe

fatto questa fine!

Ma, contrariamente ai governi precedenti, questo governo di centrodestra si

è distinto per una vera e propria crociata contro la scuola pubblica e, per

farlo, ha usato due argomenti che facilmente potevano fare, come hanno

fatto, breccia nell’opinione pubblica:

1. i docenti italiani sono troppi;

2. i docenti italiani sono impreparati e scansafatiche.

Ovviamente sono due bugie grandi quanto una casa, ma la stragrande

maggioranza degli italiani ama le bugie e ama ancor di più chi sa

raccontargliele.

I docenti sono già da tempo dimenticati da quel poco che resta delle

rappresentanze sindacali. Forse è stato perché docenti che non sanno e non

fanno niente non hanno diritto di rappresentanza. Ma esistono ancora i

rappresentanti dei lavoratori? Per caso ritenete ancora Angeletti e Buonanni

due sindacalisti o, cosa sicura, due scendiletti del governo in attesa di

sistemazione?

Dalla campagna di delegittimazione della dignità, ancor prima che della

professionalità , portati avanti con scientifica propaganda dai mezzi di

informazione (quasi tutti in mano al governo attuale….. ), i docenti sono

stati le vittime predilette.

Ecco perché oggi è MOLTO frequente che un genitore aggredisca un insegnante,

perché in questo suo modo di fare non si sente un carnefice ma un

giustiziere. Molti genitori si comportanto come il marito di quel proverbio

cinese che dice: quando torni a casa dal lavoro picchia tua moglie, non

chiederti il perché, lei lo sa. E molti genitori picchiano i docenti senza

chiedersi perché lo fanno, magari su una semplice insinuazione del figliuolo

prediletto. Se ne sentono autorizzati dalle notizie che apprendono dai mass

media e questo a loro basta e avanza. Anche quando sono gli stessi alunni a

picchiare gli insegnanti, fino ad arrivare all’assurdo che anche un bambino

di dieci anni può spappolare la milza ad una maestra, vi sentite dire da

molti genitori e da molti mezzi di disinformazione che in fin dei conti sono

“cose di ragazzi”. E sono “cose di ragazzi” lo sentirete dire anche da

Dirigenti scolastici che tentano di sottacere fatti gravissimi pur di

evitare rogne alla propria scuola.

Dirigenti disposti anche a mettersi contro il docente innocente pur di

salvare se stessi. Sono questi una nuova categoria di Dirigenti scoalstici,

la più pericolosa, quella a cui Brunetta ha dato il potere (perché di potere

si tratta) di licenziare gli insegnanti e, ancora, quella a cui questo

governo distruggi-scuola vuole dare la facoltà di nominare direttamente i

docenti.

Diversa cosa è quando un insegnante, esasperato dal comportamento a dir poco

provocatorio di un alunno, si permette di strattonarlo o, a limite, di

dargli uno schiaffo, diventa irrimediabilmente un MOSTRO da sbattere in

prima pagina.

Come sono cambiati i tempi! In bene? In male?

Io so solo che quando in un paese uno, che per prendersi un diploma

attraversa tre istituti diversi (privati?) e per prendersi una laurea in

giurisprudeneza emigra da Brescia a Reggio Calabria, diventa ministro

dell’Istruzione a soli 35 anni, con un curriculo che dimostra la poca

“conoscenza” del mondo della scuola, è un paese senza futuro.

Che quando in un paese, un ventiduenne che non è riuscito a prendersi un

diploma di maturità (se non al suo terzo tentativo), diventa consigliere

regionale per sicuro nepotismo e, caso mai, anche lui decide le sorti del

paese, questo è un paese senza futuro.

Come senza futuro è questa nuova classe docente. Una classe destinata a

morire di agonia lenta. Ma, se proprio deve morire che morisse con dignità,

in piedi!

Il ’68 garantì il diritto allo studio, l’emancipazione della classe operaia

e la forte rappresentanza sindacale.

Ci stanno togliendo tutto quello che abbiamo conquistato nell’indifferenza

generale. Non ci resta che una cosa da fare, o ritornare ad essere emigranti

o fare un nuovo sessantotto.

Buona fortuna a tutti.

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DANNEGGIATA GRAVEMENTE LA SCUOLA DI TUTTI

di Osvaldo Roman

Dopo il primo anno di attuazione dei provvedimenti governativi riguardanti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado e in vista dell’entrata in vigore di quelli che per la scuola secondaria superiore si realizzeranno nel prossimo anno scolastico 2010-2011, già si vedono gli effetti devastanti causati dall’attacco portato da questo Governo alla qualità dell’istruzione nel nostro paese e di fatto al nostro futuro. Ulteriori gravi colpi saranno prodotti dalla manovra Tremonti in via di discussione ed approvazione alle Camere.

L’anno scolastico in corso è infatti iniziato nel segno dei massicci licenziamenti di personale docente e ATA conseguenti ai pesanti tagli degli organici, accompagnati dalla riduzione degli orari di insegnamento e dalla sottrazione delle risorse finanziarie un tempo disposizione delle singole istituzioni scolastiche

Si tratta delle conseguenze, già più volte denunciate dal Pd, dai sindacati e da tanta parte della società civile, di una aggressione senza precedenti alla Scuola pubblica, che viene così privata delle garanzie necessarie perché possa offrire un’istruzione efficace e di qualità, sferrata da questo Governo sin dall’inizio del proprio mandato a cominciare con i tagli previsti dal decreto legge 112/08 e dalla legge finanziaria 2008.

Quando ci si richiama alle scelte realizzate nei due anni dell’ultimo governo Prodi occorre ricordare che in quella la legge finanziaria c’era il piano triennale per l’immissione in ruolo di 150 mila precari. E’ pura malafede oggi dimenticarlo e distaccarlo dalla manovra di allora.

Riguardo ai tagli Tremonti Gelmini é bene ricordare che per l’anno scolastico 2009 -2010 si è trattato di 42.105 posti di docente e di 15.167 posti di Ata ad essi hanno corrisposto i licenziamenti di 18mila precari docenti e di 8 mila A.T.A. per un totale di 26 mila precari licenziati. Il pesantissimo taglio di personale previsto dall’art.64 della legge n. 133/2008 proseguirà con i conseguenti effetti di bilancio nei prossimi due anni riguardando per l’a.s. 2010/11: 25.560 docenti e 15.167 ATA; per l’a.s. 2011/12: 19.676 docenti e 14.167 ATA.

Nei tre anni previsti si realizzerà un taglio di circa 8 mld sulle spese per l’istruzione (7, 832 mld per l’esattezza) e di circa 132.000 posti negli organici del personale (87.400 insegnanti e 44.500 personale ATA).

L’anno finanziario 2010 sopporterà dunque una doppia riduzione dovuta all’effetto degli 8/12 della riduzione dell’organico 2009-10 e dei 4/12 dell’organico 2010-11. Così nell’anno finanziario 2010-11 confluiranno gli effetti delle riduzioni dei tagli riguardanti gli 8/12 del 2010-11 e dei 4/12 del 2011-12.

E’ bene infine ricordare, perché la questione e davvero indicativa di quello che intende Berlusconi per “regole” e per governo del “fare” che tutto lo sconquasso attuato nell’ordinamento del nostro sistema di istruzione, tutta la manomissione dello stesso che si sta realizzando in questi anni dipende da una progettazione e da una indicazione legislativa di poche righe che si può così riassumere:

In base all’art.64 della legge 133/08 al comma uno si fissa il criterio di riduzione dei docenti sopra ricordato:.” Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.”

Al comma 4 dello stesso articolo,alla lettera b), si stabilisce il “contenuto” della riforma:

“b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali”.

Accortisi che tali formulazioni non indicavano niente in particolare per la scuola primaria nel successivo decreto, poi legge n°169/08.all’art.4 al comma 11 viene stabilito che ” nei regolamenti, di cui all’art, 64, comma 4, della legge 133/08, si preveda che ”le istituzioni scolastiche costituiscano classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali”.

La situazione delle scuole e del personale scolastico è già molto compromessa con il prossimo anno scolastico diventerà ancora più grave:

· Migliaia di docenti precari/e sono o diventeranno senza lavoro.

· È aumentato e aumenterà ulteriormente il numero di alunne/i per classe impedendo così l’apertura di numerose classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, di conseguenza non verranno più rispettate le norme di sicurezza nelle aule scolastiche.

· Non c’è più nessuno nelle scuole che possa sostituire i colleghi assenti: studentesse e studenti rimangono sole/i o sono ridistribuite/i nelle altre classi con un evidente e profondo impoverimento della qualità dell’insegnamento, nonché l’assoluta impossibilità di gestire logisticamente e con professionalità gli studenti.

· Sono state ridotte le ore di lezione nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado (in particolare, in quest’ultimo ordine di scuola, sono state pesantemente ridotte le ore di insegnamento di lettere e di tecnologia).

· Il tempo pieno quale sistema metodologico di didattica di qualità è stato snaturato mediante la soppressione delle ore di compresenza.

· Numerosissime classi di scuola dell’infanzia non sono o non verranno attivate, per mancanza di organico o di specifici finanziamenti, lasciando a casa decine di migliaia di bambini e bambine, impedendo loro una utile socializzazione in una età così particolare e bloccando di fatto la possibilità di lavoro a centinaia di donne.

· Nella scuola primaria sono stati drasticamente ridotti gli insegnanti specialisti di lingua inglese e necessariamente sono stati assegnati ambiti di insegnamento a docenti che in precedenza non li avevano mai affrontati, o che non li gestivano da molti anni. Il Ministro Gelmini, pervicacemente e tenacemente, non ne ha tenuto alcun conto, in spregio ai bambini e alle bambine e ai loro diritti e bisogni formativi.

· Nella scuola primaria le classi a ‘tempo normale’non hanno più la struttura precedente di team ma una configurazione che si sta dimostrando dall’efficacia improbabile ( ad esempio 9 ore ad un insegnante, 4 a un altro, 7 a un altro, 2 ad un altro ancora….di cui gli ultimi tre intervengono in una o due altre classi non parallele o contigue, solo in relazione ad una logica puramente ragionieristica di completamento dell’orario di permanenza presso la scuola).

· In tali classi non è previsto un solo minuto di compresenza/contemporaneità: né per laboratori o recuperi o arricchimenti, né per supporto ad alunni disabili con sempre meno ore di sostegno, né per attività alternative o insegnamento dell’italiano agli stranieri, né per le supplenze dei colleghi assenti.

· il tempo prolungato nella secondaria di primo grado non è assolutamente stato consentito a 40 ore, nonostante gli “spot pubblicitari” del Governo che ne avevano garantito la concessione, sono inesistenti le ore di attività alternative all’ insegnamento della religione cattolica; il ritorno ai voti ha stravolto il clima relazionale e la didattica nelle scuole.

· Molte classi in scuole di piccoli comuni di montagna e delle piccole isole non sono state riaperte o sono state accorpate a quelle dei comuni più vicini, obbligando così i ragazzi/e a percorrere ogni giorno numerosi chilometri spesso in situazioni estremamente disagiate.

· Nella scuola secondaria di secondo grado gli insegnanti sono stati ridotti a causa dell’obbligo di costituire tutte le cattedre di insegnamento a 18 ore; ciò va ad incidere sulla qualità della didattica e dell’offerta formativa anche con negative ripercussioni sull’organizzazione della composizione delle cattedre interne alla scuola a detrimento della qualità dell’insegnamento.

· Non sono state attivate le sezioni primavera, efficace e lungimirante sperimentazione avviata dal Ministro Fioroni durante il Governo Prodi, che consentivano di coprire il segmento dai 18 ai 36 mesi di età dei bambini e delle bambine con strutture specializzate per quella fascia di anni e che permettevano un reale inserimento delle donne nel mondo del lavoro

· Le nostre scuole sono piene di debiti e non riescono più a garantire un servizio di qualità, dall’ottobre del 2008 non hanno più ricevuto fondi per il proprio funzionamento, e si sono viste ridutrre drasticamente quelli per le supplenze, per l’offerta formativa, per il supporto alla autonomia, per l’implementazione di una feconda ricerca/azione che genera crescita culturale di istruzione e di innovazione.

Sono stati accreditati pochi spiccioli per i corsi di recupero obbligatori che hanno funzionato con orari ridotti ed accorpati per più ambiti disciplinari.

E’ stata effettuata la prima tranche di tagli lineari al personale ausiliario tecnico ed amministrativo a cui se ne aggiungerà una analoga (di 15.000 posti) per il prossimo anno scolastico. A causa di ciò i ragazzi e le ragazze rimarranno nei plessi scolastici senza alcuna sorveglianza, numerose scuole avranno difficoltà persino nell’apertura e nella chiusura dello stabile e nel mantenimento di una dignitosa pulizia dello stesso. Le segreterie dovranno effettuare orari ridotti a causa della mancanza di personale e i laboratori delle scuole, spesso modelli di tecnologia per i notevoli investimenti ivi effettuati, rimarranno chiusi a causa della mancanza di assistenti tecnici.

Non sono stati rifinanziati i piani per l’edilizia scolastica che il Governo Prodi aveva previsto nel triennio 2007-2009 al fine di attivare un lungimirante piano pluriennale di concerto con le regioni, per la messa a norma e la modernizzazione dei nostri plessi scolastici. Solo di recente sono stati impegnati, ma non ancora assegnati, 358 milioni dei 1.000 previsti nel mese di marzo 2009 dalle delibere CIPE che hanno sottratto al Sud i FAS stanziati dal governo Prodi per ridurre le differenze di sviluppo in quelle regioni anche nelle strutture scolastiche.

Con i regolamenti riguardanti la scuola secondaria superiore, che entrano in vigore nell’anno scolastico 2010-11 si mortifica gravemente l’assetto dell’istruzione tecnica e professionale impoverendone i curricoli specialmente con riferimento alle attività di laboratorio.

La licealizzazione del restante settore degli studi secondari superiori comporta l’indiscriminata eliminazione di tutte le sperimentazioni e l’impoverimento dei diversi curricoli formativi.

L’educazione degli adulti viene fortemente ridimensionata soprattutto con l’esclusione in un momento difficile per le pratiche di integrazione, di gran parte degli immigrati che fino a quest’anno la frequentavano.

LE MALEFATTE E LE BUGIE DELLA GELMINI

1. Più studenti meno Insegnanti e ATA E’ un dato di fatto inoppugnabile che nella scuola nell’anno scolastico 2009-10  ci sono stati più studenti e meno personale docente e ATA Gli studenti passano dai 7.768.506 dell’a.s. 2008-09 ai 7.805.947 del 2009-10

I Docenti                       da 730.566  a 703.185

Gli Educatori                 da  2.451 a 2.291

Gli ATA                       da  251.628 a 236.451

2) Il tempo pieno

Fino a quando non saranno resi noti i dati riguardanti la fine che hanno fatto nell’a.s. 2009-2010 quel 20,2% di classi funzionanti, nei TEAM dell’anno 2008-2009, con un orario fra le 31 e le 39 ore settimanali, non si potrà sapere quante di queste, con o senza mensa, sono state spacciate per tempo pieno.

Un comunicato ministeriale di qualche mese fa sosteneva che le classi a tempo pieno,il prossimo anno sarebbero arrivate a 37.275. Rispetto al 2009-10 aumenterebbero di 782 unità aggiungendosi alle 2176 classi aumentate quest’anno rispetto al precedente. In realtà sembra molto difficile che ciò corrisponda a verità.

Ciò in quanto nel conteggio delle classi a 40 ore sono state considerate classi già funzionanti nei TEAM con orario tra le 31 e le 39 ore. Il Miur rispondendo ad un’interrogazione il 12/10/2009 dichiarava di non conoscere i dati del 2009-10 in corso di raccolta. Oggi al ministero danno gli aumenti per il prossimo anno senza ancora comunicare la situazione complessiva di quello in corso. Come serietà di documentazione non c’è male!

Il MIUR sostiene che nel 2009-10 le classi a tempo pieno sono aumentate dell’8%. interessando circa 50.000 alunni. In realtà ,stando ai dati ufficiali si deve ritenere che nell’anno scolastico 2009-10 l’eliminazione dei TEAM da 31 fino a 39 ore ha comportato l’aumento del 6,38% delle classi a 40 ore settimanali (57.000 alunni) con la contestuale eliminazione di circa 160.000 ore di lezione(450.000:25X9= 160.000) alla settimana riguardanti circa 450.000 alunni.(5.280.000 ore di lezione in meno nel 2009-10).

Per il prossimo anno le notizie che provengono dalle province presentano una situazione di riduzione delle classi a tempo pieno nella scuola primaria che le circolari degli Uffici scolastici provinciali propongono di rimpiazzare in parte utilizzando le 4 ore di compresenza sottratte al Tempo pieno. Dieci insegnanti per classe questo è il maestro unico della Gelmini!

a b c d e f g h
ANN O Totale Classi Totale Alunni Totale Classi-a 40ore % Class i a 40 h.. Totale Alunni 40ore Totale Alunni a 31-39 h Totale a 28-30.h Totale a 27 h* o a 24 h.

2007­2008 137.598 2.566.43 6. 33.224 25,3 649.308 510.720 1,3E+06 125.755
2008­2009 137.095 2,6E+06 34.317 25 642.906 519.468 1,3E+06 126.009
2009­2010 135.214 2.593.01 4. 36.508 $(36.493) 27 700.113 X? Y? 1.892.901-(X?+Y?)
2010­2011 Z1? Z2? 37.275 Z3 ? X? Z4? Z5? Z6?

Per il 2009-10 e per il 2010-11 i dati con X? Y?, Zi?non sono ancora stati resi noti. ( $=comunicazione aggiornata)

Le percentuali delle classi di scuola primaria funzionanti con i diversi modelli sono state le seguenti:

ORARI SETTIMANA LI 40 0RE A TEMPO PIENO 31-39 ORE 28-30 ORE 27 ORE
ITALIA a.s. 2007-08 25,3 19,9 49,9 4,9
ITALIA a.s. 2008-09 25 20,2 49,9 4,9
ITALIA a.s. 2009-10 27 ? ? ?

Per l’anno 2007-08 e per il 2008-09 i dati provengono da fonte Miur. Nel 2008-09 non risultano ancora pubblicati ufficialmente al pari di quelli riguardanti l’anno 2009-10.

Il MIUR sostiene che nel 2009-10 le classi a tempo pieno sono aumentate dell’8%. interessando circa 50.000 alunni. In realtà ,stando ai dati forniti dal ministero, si deve ritenere che nell’anno scolastico 2009-10 l’eliminazione dei TEAM da 31fino a 39 ore ha comportato l’aumento del 6,38% delle classi a 40 ore settimanali (57.000 alunni) con la contestuale eliminazione di circa 160.000 ore di lezione(450.000:25X9= 160.000) alla settimana riguardanti circa 450.000 alunni. (5.280.000 ore di lezione in meno nel 2009-10).

3) Il maestro unico.

Il maestro unico di cui alla legge 169/08…..…..non esiste!

Il ministro Gelmini  si riempie continuamente la bocca con il termine maestro unico.

I comunicati ministeriali parlano di “maestro unico-prevalente” che sarebbe presente in tutti i modelli orari esistenti.

Il ministro, o chi per lui, fa molta confusione e racconta molte bugie. Probabilmente si verificherà uno strano paradosso: uno dei motivi per cui il Regolamento sul primo ciclo non attua la legge 169/08 è perché esso in esso non si parla più del maestro unico.

Non si parla più del maestro unico con 24 ore di lezione settimanali la cui figura giuridica doveva essere definita in sede contrattuale. Oggi in Italia non esiste un solo maestro unico che corrisponda ai dettami della legge Gelmini. Si legga l’art.4 della medesima legge per rendersene conto!

La Gelmini e i suoi consiglieri paraministeriali parlano di maestro unico prevalente e sostengono che su questa figura dovrebbe imperniarsi l’organizzazione didattica delle classi con 24,27,30 e 40 ore settimanali di lezione.

Nella scuola primaria la riduzione delle compresenze, tanto nel tempo pieno quanto nell’organizzazione modulare del team di 3 docenti su due classi, produrrà gravi conseguenze sul piano della continuità didattica (milioni di studenti non hanno più avuto gli insegnanti che li avevano seguiti nel precedente anno scolastico) e, quindi, della qualità del processo di insegnamento-apprendimento;

Analoghe conseguenze si sono avute nella scuola secondaria di primo grado: la diminuzione delle ore di italiano, di tecnologia e , in molti casi, della seconda lingua comunitaria, ha determinato non solo la riduzione del tempo scuola ma ha avuto inevitabili ricadute sul piano dello sviluppo delle conoscenze dei nostri ragazzi, sono inoltre diminuite le ore di italiano, di tecnologia e, in molti casi, della seconda lingua comunitaria.

Si è aggravato il problema della gestione degli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica poiché è in aumento in ogni ordine di scuola la mancata organizzazione delle attività didattiche e formative alternative al detto insegnamento. Su questo argomento si è recentemente pronunciato, con una propria Sentenza, il Consiglio di Stato che ha richiamato il MIUR al rispetto degli impegni che gli derivano dal Concordato.

L’incremento del numero di alunne/i per classe, provocato dalla volontà di impedire l’apertura di numerose classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, ha avuto conseguenze gravi sulla qualità didattica ed sui livelli di apprendimento, e ha prodotto un diffuso mancato rispetto delle norme di sicurezza nelle aule scolastiche. Il Decreto interministeriale che indicava le scuole con caratteristiche di precarietà nella capienza delle aule, e pertanto da esentare ai fini della riduzione del numero di alunni per classe, è stato tenuto nascosto ben oltre l’inizio dell’anno scolastico, consentendo così che venisse elusa una delle più significative previsioni del Regolamento sulla razionalizzazione della Rete scolastica

Si deve anche considerare che nella scuola per l’infanzia si è annullata l’importante esperienza delle classi primavera e non sono state attivate numerose sezioni la dove  venivano richieste.

4. Il personale precario

Le 16 mila nomine a tempo indeterminato, 8 mila docenti e 8 mila ATA (ben inferiori alla tranche annuale di 50 mila docenti e 10 mila ATA del piano triennale di immissione in ruolo previsto dalla Finanziaria 2007 e mai abrogato dal presente Governo), realizzate nell’anno scolastico 2009-10, non hanno coperto tutti posti lasciati liberi dai pensionamenti. Non risulta al momento definita la questione delle nomine a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico che potrebbero ricadere nei divieti posti dal decreto legge 78/10

Inoltre, va ricordato che nell’anno scolastico 2009/10 vi sono stati migliaia di incarichi annuali coperti da lavoratori precari destinati al licenziamento nei prossimi anni per ottemperare al pesantissimo taglio di personale previsto dall’art.64 della legge n. 133/2008 (per l’a.s. 2010/11: 25.560 docenti e15.167 ATA; per l’a.s. 2011/12: 19.676 docenti e 14.167 ATA).

Peraltro, la legge di assestamento del bilancio 2009 ha definito ulteriori massicci tagli alla spesa per gli incarichi a tempo determinato, che si è ridotta complessivamente di 577.064.995 euro. Con tale riduzione, che risulta aggiuntiva rispetto a quella di 456 milioni già operata in attuazione dell’art. 64 della legge n. 133/2008, si sono provocate serie difficoltà nella corretta retribuzione di quanti comunque hanno ricevevuto un incarico annuale.

I precari della scuola, docenti e ATA, sono in numero ben maggiore ai 26 mila che non sono stati confermati nell’anno scolastico che sta concludendo: secondo le stime ufficiali del Miur, relative all’anno scorso, i docenti con incarico a tempo determinato erano stati ben 131 mila. Quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, dopo le ultime 8.000 nomine a t.i, sono circa 200.000. Questi dati non rappresentano solo l’ avvilente incertezza per il futuro professionale dei lavoratori coinvolti, ma denunciano anche la mancata continuità didattica che viene negata a migliaia di studenti.

Di fronte a questa realtà la Lega Nord ha presentato alla Camera una proposta di legge che, in un quadro di federalismo dai connotati autoritari e separatisti, elimina le graduatoria ad esaurimento dei docenti precari per sostituirle con un reclutamento localistico e discrezionale attuato sotto un pesante controllo politico che non ha riscontri neppure nel vituperato settore della sanità.

I contratti di disponibilità

La soluzione realizzata con i cosiddetti “contratti di disponibilità” si è dimostrata del tutto insufficiente, poiché se da un lato ha sostituito di fatto i limitati ammortizzatori sociali già operanti nel passato anche per il personale scolastico, dall’altro non ha salvaguardato la risorsa docente e al contrario ha creato discriminazione tra i precari, dato che la priorità per le supplenze brevi, offerta esclusivamente a coloro che lo scorso anno sono stati destinatari di una supplenza annuale, ha sottratto le uniche opportunità di impiego a quei docenti che da anni lavoravano con supplenze di circolo o di istituto.

La scelta del Governo di ricercare accordi con le singole Regioni, affinché integrassero con risorse proprie quelle già previste per l’indennità di disoccupazione, ha rappresentato un palese tentativo di scaricare sulle Regioni il costo sociale dei tagli irresponsabili imposti al sistema scolastico nazionale dall’esecutivo Berlusconi:

5) Che fine ha fatto Il Decreto Interministeriale sugli organici?

Dopo la confusa emanazione dei Regolamenti recanti la “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” e le “norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola si deve denunciare con forza che non sia ancora ufficialmente esistente e pubblicato sulla

G.U. il Decreto Interministeriale sugli organici, in base al quale nell’anno scolastico 209-10 sono stati costituiti gli organici delle singole scuole e operate le descritte massicce riduzioni di posti. Anche per l’anno 2010-11 la Circolare sugli organici reca solo uno Schema di Regolamento privo di qualsivoglia efficacia giuridica. Si ripropone uno scenario di illegalità più volte denunciato in Parlamento. Il TAR del Lazio riunito il 14 maggio 2010 ha rinviato per l’ennesima volta, questa volta ad ottobre, la sua decisione sul ricorso per l’annullamento del D.I. dello scorso anno non essendo ancora disponibile il testo ufficiale!

6) Colpito l’obbligo decennale d’ istruzione

L’iniziativa governativa ha proceduto colpo su colpo nell’intento di stravolgere e svuotare di sostanza l’innalzamento dell’obbligo di istruzione voluto dal precedente governo Prodi. Già con la legge 133/2008 l’esecutivo Berlusconi aveva reso permanente la possibilità di assolvimento dell’obbligo di istruzione decennale nella formazione professionale regionale. Si è poi imposto di estendere persino ai percorsi di apprendistato tale possibilità di assolvimento. Si è trattato del tentativo di un brutto ritorno al passato, volto a mortificare gli sforzi compiuti per far acquisire a tutti i ragazzi entro i 16 anni quel patrimonio di saperi e competenze necessario per affrontare la vita adulta con consapevolezza e pari opportunità. Tale modifica, pare ignorare che l’obbligo dei 10 anni di istruzione riguarda essenzialmente la fascia tra i 14 e i 16 anni e che il Governo precedente, dal 1 settembre 2007, ha elevato a 16 anni l’età dei minori per l’accesso al lavoro e quindi anche alle attività di apprendistato (che è un contratto di lavoro, anche se a causa mista). Se non si abroga questa previsione legislativa è quindi, a nostro parere, impossibile accedere all’apprendistato a 14 anni e assolvere l’obbligo di istruzione in quel percorso. Ma non basta. La norma è priva di ogni significato anche in relazione all’acquisizione dei saperi e delle competenze prevista dai curricula dei primi due anni degli istituti di istruzione secondaria superiore (come previsto dal Regolamento riportato nel DM 139/2007):e dallo stesso certificato di assolvimento dell’obbligo recentemente emanato dopo gravi ritardi.

:

La manovra Tremonti, attuata con il Decreto legge n78/10, colpisce ulteriormente in modo grave ed indiscriminato il mondo della scuola.

Ecco le principali misure previste:

Articolo 2 – Comma 1

A decorrere dall’anno 2011 è disposta la riduzione lineare del 10 per cento delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, per gli importi indicati nell’Allegato 1 al presente decreto.

1)In tre anni si tagliano dal bilancio miur circa 312 milioni di questi:

170 mln-Missione 22- più 64 -Missione 33- riguardano la scuola 70 mln Missione 23 riguardano  l’Università Si riduce così  ulteriormente il finanziamento alle scuole

E le seguenti altre finalità

-          il Fondo per l’offerta formativa ed interventi perequativi

-          il Piano programmatico degli interventi per la scuola

-          non viene rifinanziato il capitolo  1286, per le innovazioni tecnologiche a supporto delle attività didattiche,che, con 23,2 milioni annui, ha consentito per tre anni fino al2009, grazie alla finanziaria Prodi del 2007, di comprare fra l’altro le fantastiche lavagne interattive. Adesso la Gelmini si rivolgerà a Brunetta! Ovviamente le pagelle con ….SMS  sono a carico delle famiglie così opportunamente digitalizzate.

Articolo 8 – Comma 14

2) Sottrazione alle retribuzioni di merito  di circa 2 miliardi

Salta l’utilizzazione per il merito che doveva essere pari al 30% degli  8 miliardi di tagli Infatti:

La parte dei risparmi ottenuti con la riduzione di 132.000 posti, che la legge n. 133/08 aveva destinato al “merito” non sarà utilizzata per tale scopo, visto il blocco dei contratti, ma genericamente per la scuola. In una prima versione del documento si faceva riferimento esplicito al ripianamento dei debiti, alle spese per le supplenze e per il funzionamento.

Le economie del triennio di tagli sono:

di 1.650 milioni di euro per l’anno 2010; di 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e di 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

Quelle da reinvestire per le premialità dovevano essere:

· Nel 2009-2010 la somma per la valorizzazione della carriera del personale della

scuola (cap. 1298), doveva essere secondo la legge di bilancio 2010 di 410 mln.; Di

questa somma non si conosce il destino!  Essendo gia iscritta in bilancio avrebbe

dovuto essere trattata in maniera specifica rispetto a quelle non ancora impegnate

legislativamente. Blocco degli aumenti


Articolo 9 – Comma 1

Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010

3) I contratti collettivi nazionali

-  Salta, senza possibilità di recupero, il rinnovo per gli anni 2010-2012

-  I contratti per il biennio 2008/2009 ancora da sottoscrivere o già sottoscritti per lo stesso periodo dopo l’entrata in vigore della manovra non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%. Nel caso di aumenti superiori a tale limite si procede al recupero.

Le cifre nel triennio sono calcolate sulla retribuzione media di comparto secondo i dati Aran.:

Scuola -1508 euro circa

Università – 1350 euro circa

Ricerca – 2166 euro circa

AFAM  In corso di rinnovo CCNL 2006/2009 – 3000 euro circa

Tali riduzioni incideranno sulle pensioni e sulle liquidazioni.

Blocco dell’organico di sostegno.

Articolo 9 – comma 15

Per l’anno scolastico 2010/2011 è assicurato un contingente di docenti di sostegno pari a quello in attività di servizio d’insegnamento nell’organico di fatto dell’anno scolastico 2009/2010, fatta salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga al predetto contingente da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità, di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Blocco degli scatti per docenti e ATA


Articolo 9 – Comma 23

Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.

4) Congelamento degli stipendi

·        Per il personale ata e docente della scuola gli anni 2010,2011,2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali né degli incrementi retributivi

·        Per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2010

Questa misura è iniqua ed ha effetti pesantissimi su tutti i settori della conoscenza sia per quanto riguarda lo stipendio in godimento sia per la futura pensione.

· Per i docenti universitari e i ricercatori il blocco supera abbondantemente il 10% annuo e colpisce soprattutto i giovani ricercatori

· Per i ricercatori e tecnologi e tecnici e amministrativi degli Enti pubblici di ricerca vengono bloccati tutti gli avanzamenti di carriera previsti da norme contrattuali, comprese quelle consentite dal CCNL 2006-2009 e non ancora applicate.

· Inoltre sempre per quanto riguarda il comparto università e ricerca il blocco del salario accessorio al 2009 vanifica gli effetti dei contratti integrativi di ente ed ateneo sottoscritti nel corrente anno.

· Per il personale docente dell’Alta Formazione Artistica e musicale, il blocco delle anzianità determinerà una perdita di circa il 10%.

Blocco delle anzianità: gli effetti sul comparto scuola

Perdita media per profilo:

Collaboratore scolastico  – 753 euro

Collaboratore scolastico dei servizi – 755 euro

Assistenti amministrativi – 978 euro

Coord. Amm. e tecnico  – 1.478 euro

Dir. dei servizi generali e amministrativi -2.081 euro

Docente di scuola dell’infanzia ed elementare -1495 euro

Docente diplomato istituti II grado  -1.644 euro Docente scuola media  – 1.730 euro

Doc. laureato ist. II grado  – 1.990 euro

Tale misura comporta nel solo comparto scuola una riduzione di spesa di circa 320 milioni l’anno.

Collegio accertante la sussistenza della condizione di alunno in situazione di handicap.

Articolo 10 – Comma 5

I componenti del collegio che accerta la sussistenza della condizione di handicap sono responsabili di ogni eventuale danno erariale per il mancato rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, commi 1 e 3, della legge 5 febbraio1992, n. 104

Gli effetti del Decreto legge n. 78 andranno quindi a sommarsi a quelli provocati dalla Legge

n. 133/08, non ancora svaniti. Si tratta come già ricordato nel triennio di 132.000 posti (87.000 docenti e 42.000 ATA pari a 8 miliardi nel triennio 2009-2011.

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La bolla è scoppiata

Mario Piemontese

Non ci sono più ore per le compresenze, ma non ci sono più neppure ore per attivare tutte le classi a 40 ore richieste.

Il Ministro Gelmini, attraverso il suo ufficio stampa, ha comunicato che il prossimo anno le classi a tempo pieno saranno 37.275, cioè 782 in più rispetto all’a.s. 2009/2010 e 2.958 in più rispetto all’a.s. 2008/2009. Il Ministro furbescamente parla sempre di  tempo pieno, ma in realtà intende 40 ore senza compresenze.

Secondo quanto previsto dal DPR n. 89/09 il numero di insegnanti da utilizzare per le classi a 40 ore non può superare quello degli insegnanti utilizzati nell’a.s. 2008/2009 per le classi a tempo pieno. All’epoca le classi a tempo pieno erano 34.317, quindi alle classi a 40 ore possono essere destinati al massimo 68.634 insegnanti (34.317 X 2). In media il prossimo anno per ogni classe a 40 ore ci saranno a disposizione circa 40,5 ore di docenza (68.634 X 22 : 37.275). Siamo dunque arrivati al limite.

La bolla è scoppiata. Non ci sono più ore per le compresenze, ma non ci sono più neppure ore per attivare tutte le classi a 40 ore richieste. A Milano, Torino, Padova, Bologna, Firenze, Roma e chissà in quante altre città, sono state autorizzate meno classi di quelle richieste dalle scuole.

A Milano sono state richieste 7.206 classi a tempo pieno e sono state autorizzate 7.059 classi a 40 ore (-147). In media per ogni classe ci saranno a disposizione 41 ore di docenza. Rispetto all’anno in corso saranno attivate 28 classi a 40 ore in meno, a fronte di un aumento di più di 200 alunni.  Questi sono fatti e non “polemiche strumentali” così come dice il Ministro.

Milano, 17 maggio 2010

Mario Piemontese

Files

Organico di diritto della scuola primaria milanese

Dall’a.s. 2004/2005 all’a.s. 2010/2011

DPR 20 marzo 2009, n. 89 (in G.U. 15 luglio 2009, n. 162)

Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto – legge 25 giugno 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Links

Comunicato stampa MIUR del 16 maggio 2010

Scuola, aumenta il tempo pieno nella scuola elementare Gelmini: “In due anni quasi 3mila classi in più”

Conferenza stampa del Ministro Gelmini

10 settembre 2009

Protesta sui tagli al tempo pieno Gelmini: “Falso, ci sono più classi”

www.repubblica.it – 16 maggio 2010

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3000 bambine e bambini il prossimo anno non avranno il tempo pieno perché 147 classi prime sono state trasformate d’ufficio a tempo normale.
Nonostante le rassicurazioni del ministro Gelmini sull’aumento del tempo pieno, ci saranno 706 maestre in meno, 1900 alunni in più e  solo 2.712 insegnanti di sostegno per 9.670 alunni ed alunne con disabilità! I conti non tornano.
A che scuola ci vogliono obbligare? A chi saranno affidati bambine e bambini dopo le 12.30? Come sarà possibile garantire a tutti la scuola di cui hanno bisogno? Non possiamo farci negare il diritto al Tempo Pieno! Dobbiamo organizzarci, scuola per scuola, genitori ed insegnanti insieme, dobbiamo far sentire forte la nostra voce altrimenti nei prossimi anni ci verrà tolto sempre  più “tempo” .
Molti lo stanno già facendo, e nella tua scuola cosa succede?

Incontriamoci, almeno un rappresentante per ogni scuola, per fare il punto sulle iniziative in corso e organizzare quelle future.

Mercoledì 19, alle ore 17.30 Teatrino del Parco Trotter ingresso da via Giacosa 46  (MM1 Rovereto) o da via Padova 69 (bus 56)

Non c’è “tempo” da perdere!

quelle e quelli di Retescuole

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Overbooking

Mario Piemontese 16/05/2010

Chi salirà allora sull’aereo del tempo pieno? Solo Franti e la sua cricca

A Milano il tempo pieno è overbooking. In questo momento il numero di “prenotazioni” supera il numero di posti messi a disposizione dal MIUR. Sono 150 le classi trasformate d’ufficio a tempo normale e circa 3.000 sono i bambini che dovranno essere esclusi.

L’entità dell’attacco è senza precedenti, neanche la Moratti osò così tanto. Ma non è solo una questione di numeri, c’è ben altro dietro questa manovra.

Qualche giorno fa il direttore dell’USP di Milano Giuliana Pupazzoni ha dichiarato, a una delegazione di genitori e docenti che manifestavano contro i tagli al tempo pieno, di aver ricevuto lettere di protesta da parte di genitori che non sono riusciti ad iscrivere i propri figli al tempo normale. Secondo il direttore le scuole milanesi che offrono solo il tempo pieno impediscono ai genitori di scegliere, quindi l’autorizzazione di meno classi a tempo pieno oltre a produrre risparmi, libera i bambini dall’oppressione del tempo pieno.

Ecco come intendono rigirare la frittata: fortunato non sarà il bambino che entrerà in una classe a tempo pieno, ma il bambino che ne sarà escluso.

Le compagnie aeree premiano i clienti che in situazione di overbooking rinunciano al volo. Ci sarà quindi un premio anche per chi rinuncia al tempo pieno. E quale sarà?

Chi rinuncia al tempo pieno avrà la certezza di poter inserire il proprio figlio in una classe “white” senza “scassati”, tanto quelli hanno bisogno di cure e vanno a finire tutti nelle classi a tempo pieno.

In questo modo il tempo pieno non è destinato a scomparire, ma a diventare un recinto per il controllo sociale, una riserva dove rinchiudere chi non è “normale” e rappresenta una minaccia per la comunità.

Chi salirà allora sull’aereo del tempo pieno? Solo Franti e la sua cricca.

Non possiamo permettere che questo avvenga, dobbiamo difendere l’eterogeneità delle classi a tempo pieno e evitare che si trasformino in ghetti.

Milano, 16 maggio 2010

Mario Piemontese

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Senza alternativa. Le attività da svolgere per chi non fa religione – Cobas Scuola



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